Prodotti tipici

La produzione agroalimentare costituisce una peculiarità del territorio e quindi un’ulteriore esperienza per i visitatori, che hanno la possibilità di condividere l’armonia uomo natura perfettamente rappresentata dai prodotti tipici del Pollino. Biscotti a otto di Latronico, lingue di grano, peperoni croccanti cotti al forno, sopressate, cacioricotta, tartufo nero e bianco, prosciutto stagionato, ma anche prodotti IGP e DOP tipici della zona, come il poverello bianco di Rotonda (fagiolo), che non cresce ad altitudini inferiori ai 600 metri, il peperone di Senise, dalla polpa sottile e a basso contenuto di liquidi, e la Melanzana Rossa di Rotonda, ricca di carotene e presidio di Slow Food.

MelanzanaRossa

MELANZANA ROSSA

La melanzana rossa di Rotonda è stata importata in Italia dall’Africa, dai reduci delle guerre coloniali della fine del XIX secolo. Ha rischiato di estinguersi, ma la valorizzazione avvenuta grazie ad agricoltori ed enti istituzionali che ne hanno promosso il consumo e la coltivazione, ha portato al riconoscimento come Presidio Slow Food e alla proposta per il riconoscimento del marchio DOP, avvenuto nel 2007. I frutti della melanzana rossa vengono consumati sia crudi che cotti, e anche le foglie (più nutrienti dei frutti) vengono consumate in modo simile agli spinaci. La raccolta avviene a mano con forbici asportando una piccola porzione di peduncolo.

PeperoneSenise

PEPERONE DI SENISE

Il peperone di Senise ha il marchio IGP sin dal 1996. È prodotto a Senise e in altri dodici Comuni della valle del Sinni. Si distingue per la polpa sottile e per il basso contenuto di liquidi, che ne facilita l’essiccazione al sole, dopo essere stati ‘nsertati a mano nelle classiche collane. Questo peperone può essere gustato fresco o secco dopo essere stato fritto in abbondante olio d’oliva. I peperoni secchi, adeguatamente cucinati, per la loro particolarità di essere croccanti sono detti cruschi.

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BISCOTTO A OTTO

Il Biscotto a Otto è un semplice scaldatello, ovvero un biscotto prima scaldato in acqua bollente e poi cotto in forno. La sua peculiarità è la forma, quella dell’otto, simbolo magico e dell’infinito. Gli ingredienti sono solo farina bianca, acqua e sale. La farina deve essere di antico grano Carosello, un grano tenero di montagna coltivato fra i 600 e i 1000 metri di altitudine, la cui spiga si presenta rapata, “carosata” in dialetto. L’acqua è quella caratteristica della Calda di Latronico, le cui acque sono moderatamente sulfuree.

Fagiolo

POVERELLO BIANCO

Il poverello bianco di Rotonda, prodotto a denominazione di origine protetta, è coltivato prevalentemente nella Valle del Mercure ed è caratterizzato dai baccelli, che si presentano completamente bianchi, con semi di dimensioni maggiori delle altre varietà, di forma caratteristica tonda/ovale e senza screziature. Si semina entro la prima metà di giugno e viene raccolto a mano in due o tre passaggi tra settembre e ottobre. Non si adatta ad altitudini inferiori ai 600 metri, privilegiando luoghi con temperature massime estive intorno ai 30°, il che rafforza il contenuto in zuccheri semplici.

Formaggio Paddaccio

PADDACCIO

Il Paddaccio o Padraccio è un formaggio da consumo fresco prodotto con latte di capre al pascolo, tipico dei comuni alle falde del Pollino (Rotonda, Viggianello e Terranova del Pollino). La forma è cilindrica o ovoidale del diametro di 10-25 cm, la pasta è morbida ed elastica, di colore bianco. In bocca è morbido, cremoso, con piacevoli note acidule. Non ha crosta ed è pronto al consumo subito dopo la salatura. Si presenta con la forma caratteristica a palla (padda). È inserito nell’Arca del gusto di Slow Food.

PeraSignora

PERA SIGNORA

La Pera signora è una pera piccola, di peso variabile da 35 a 60 grammi, di colore giallo alla raccolta e screziature rosso intenso che si sviluppano sull’epidermide con la sovramaturazione. La polpa, bianca, croccante e molto profumata, può essere consumata fresca m si presta anche alla conservazione: essiccata, in marmellata o cotta al naturale. La raccolta delle pere avviene da luglio, in modo scalare. È un presidio Slow Food.

PomodoroCostoluto

POMODORO COSTOLUTO

Il Pomodoro Costoluto di Rotonda è una specie coltivata in tutto il territorio del Parco Nazionale del Pollino. La pianta è estremamente vigorosa e viene coltivata con sostegni in pieno campo. I frutti sono di colore rosso intenso e per la maggior parte di forma globosa, irregolare, provvista di costole. Ne esistono molte varianti, da quella a cuore di bue fino ad arrivare a quella definita a barca, con pezzature intorno a un chilogrammo e colore che sfuma al rosa. La polpa è carnosa, ha sapore dolce e profumo intenso. Si consuma soprattutto ad insalata o per condire pane e bruschette, ma viene utilizzato anche per le conserve fatte in casa.

soppressata

SOPPRESSATA

La Soppressata del Pollino è preparata con la parte magra del filetto e della coscia del suino. Insaporita con lardello a cubetti, sale, pepe nero in grani e macinato di peperone dolce di Senise, viene insaccata in budello naturale, e lasciata ad asciugare in locali con soffitto in legno, con leggera affumicatura, prima della fase della pressatura che conferisce al prodotto la tipica forma schiacciata. L’altissima selezione della carne e la lenta stagionatura, danno vita ad un salame unico, magro, mai pesante in bocca e facilmente digeribile.

tartufo

TARTUFO

Nel Parco nazionale del Pollino sono presenti ben otto delle nove specie di tartufo commestibili presenti in Italia (l’unico tartufo non presente è quello nero di Norcia) e, in particolare, sono frequenti: il tartufo mesenterico o tartufo nero di Bagnoli, il tartufo estivo o scorzone, il tartufo uncinato e il tartufo nero d’inverno o tartufo moscato. A questi va aggiunto il tartufo bianco pregiato, che nel Pollino prende il nome di tartufo bianco del Serrapotamo, o di Re bianco di Carbone.

piccidat

PICCIDAT

Il Piccidat è un dolce pasquale tipico di tutta l’area del Pollino. Ha una forma intrecciata con un buco al centro, che simboleggia una corona o una bocca, con un uovo nel centro. Era uno dei pochi beni di lusso della società contadina: in ogni casa, a Pasqua, se ne doveva fare almeno una infornata, con le donne riunite a setacciare la farina, rompere le uova e sciogliere il malocchio in caso di problemi di lievitazione.